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Visualizzazione post con etichetta Recensioni - libri e autori. Mostra tutti i post
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sabato 17 gennaio 2015

Presentato a Palermo “No Muos. Un anno di lotte” il libro-testimonianza di un movimento


È stato presentato il 16 gennaio presso l’associazione Malausséne di palermo il libro No Muos. Un anno di lotte di Adam T., per la Villaggio Maori edizioni. Un anno di lotte raccontato dall’interno del movimento e dei fatti...

domenica 11 gennaio 2015

Dal 15 gennaio scrivete a Murakami Haruki. Questa volta lo scrittore scriverà per voi. A tutti

A giorni l’inaugurazione dell’iniziativa di Murakami Haruki: apruire un sito in cui raccogliere lettere di chiunque e su qualunque tema. La promessa: risponderà a tutti...

mercoledì 17 dicembre 2014

Una Francia divisa tra Islam e nazionalismo. Il nuovo libro di Michel Houllebecq


Michel Houllebecq è uno degli scrittori francesi forse più conosciuto e apprezzato all’estero ed è stato vincitore del prestigioso premio Goncourt nel 2010 con La carta e il territorio (Bompiani). Uscirà con una prima tiratura di 150mila copie per i tipi di Flammarion il 7 gennaio il suo prossimo romanzo Soumission (Sottomissione) che già fa parlare di sé. Un “libro-choc” lo definisce già «Paris Match».

“Sottomissione” sottomette infatti la Francia all’Islam. Ambientato nel 2022, Houllebecq vi immagina un Paese tenuto da Hollande fino a quelle elezioni, che si disputeranno però Marine Le Pen del Front Nationale e un tal Mohammed Ben Abbes che porta il suo partito Fraternità Musulmana a vincere attraverso un’ampia alleanza con socialisti, centristi e destra moderata.
A quel punto però, la politica, dall’Eliseo si spande nella vita privata dei cittadini. E François, docente universitario, dovrà decidersi se convertirsi per mantenere il suo posto, in una Sorbona ormai Università Islamica, percorsa da studentesse con il velo.

Soumission, 300 pagine, uscirà in Italia per Bompiani il 15 gennaio.

«LeFigaro», «Paris Match», «Le Parisien», Adnkronos

domenica 30 novembre 2014

Claudio Magris premiato alla Feria Internacional del Libro di Guadalajara

“Si scrive contro l’oblio” dice Claudio Magris. Ricordando i 43 desaparecidos di Ayotzinapa si apre sabato 29 novembre la Feria internacional di Guadalajara. Magris viene riconosciuto come autore contemporaneo mitteleuropeo, e tiene un discorso emozionante...

giovedì 30 ottobre 2014

Fate di voi un esperimento concettuale

“Insieme a me state per imbarcarvi in una cosa che i filosofi amano definire esperimento concettuale”. La scienza alla portata di tutti, perché ci si possa guardare dentro, comprendere la mente, e cambiarla.

Come cambiare la propria vita fa pensare facilmente a quel self help che ha prodotto una prolifica quanto redditizia letteratura atta a trasformare polli, anitre e anatroccoli in aquile.
Ma il self help è alle spalle.
David DiSalvo è un divulgatore scientifico, giornalista accreditato presso le pagine di numerose riviste specializzate, dal «Scientific American Mind» al «Psychology Today» a «Forbes», e anche il «Wall Street Journal» tra le altre testate.
Deve la sua specializzazione nelle neuroscienze e nella psicologia la fortunata intuizione di definire science help la tecnica che propone. Nosce te ipsum dice DiSalvo al suo lettore, perché soltanto conoscendo la mente, le sue funzionalità e i suoi processi, come agisce e i suoi i trabocchetti, le sostanze che su di essa influiscono, è possibile incidere in essa migliorando la propria vita quotidiana. E parte dalla scienza, spiegandocela.

giovedì 15 maggio 2014

Invito alla lettura di Chelsea Hotel

Chelsea Hotel
Sherill Tippins
Edt, 2014, 23 euro

Con i suoi dodici piani di mattoni rossi nella 23esima di Manhattan, il Chelsea Hotel è stato il luogo in cui la cultura americana ha forgiato la propria originalità. Dopo anni di ricerche, Sherill Tippins ci offre la cronaca più autentica di quanto accadde in questa “fantasilandia comunitaria”.
Pionieristico esperimento di modello sociale ideato da Charles Fourier, divenne ben presto crocevia di artisti di ogni genere, che resero viva la sua idea di un mondo nuovo, liberato, creativo e produttivo.
Estro, follia, ricchezza e povertà, successi e fallimenti, droga e suicidi, ma soprattutto arte e correnti di pensiero. Qui vissero Mark Twain e Thomas Wolfe, Dylan Thomas e Edgar Lee Masters, John Sloan e Jackson Pollock, Gore Vidal e William Burroughs, Tennessee Williams e Stanley Kubrick, Jimi Hendrix e Joni Mitchell, Franz Kline e Janis Joplin.
Al Chelsea, Antonin Dvořák cercò le radici di una nuova musica americana; Arthur Miller scrisse la sua piéce dedicata a Marilyn Monroe, sullo stesso piano in cui Andy Wharol girò le scene di Chelsea Girls. Qui Arthur C. Clarke  scrisse 2001: Odissea nello spazio e Bob Dylan compose l’album Blonde on blonde. Qui vissero e morirono Sid Vicious e Nancy Spungen.
Dopo oltre un secolo e mezzo di vita, intere generazioni di artisti erano nate e vissute al Chelsea.
“La gente diceva che al Chelsea accadevano magie. Per circa 10 dollari alla settimana si poteva affittare una stanza accanto a Edie Sedgwick o perder tempo sul tetto con Allen Ginsberg”.


Massimo Bonato
Le Monde Diplomatique 15 maggio 2014

giovedì 24 aprile 2014

Il ragazzo della montagna liberata

di Massimo Bonato

Presentato al Circolo dei Lettori di Torino il libro di Luciano Ducato. Una vita tra le montagne e la Resistenza in Val di Susa.

A 84 anni, Luciano Ducato compra un computer, si mette a scrivere e ridiventa il giovane Cianin degli anni Trenta e Quaranta.

Cianin nasce a Bussoleno nell’agosto del 1928. Nasce tra i monti e la montagna sarà la passione di tutta la sua vita. Sono le escursioni, che con il padre e la sorella, lo portano sin da bambino nei valloni e sulle alture circostanti; nomi che ricorreranno frequenti come pian Cervetto, la Blametta, Pian del Roc, val Gravio, l’Orsiera, la Figera, la Comba, Balmafol, il Truc. Il trasferimento a Torino, la scuola e quella “agghiacciante” dichiarazione di guerra del duce contro Francia e Inghilterra; i discorsi del padre contro la guerra; la tradizione socialista che non ha mai lasciato la famiglia.

sabato 12 aprile 2014

Solo chiacchiere, nani e ballerine


di Bruno Bongiovanni*

Gabriele Turi, La cultura delle destre. Alla ricerca dell'egemonia culturale in Italia, pp. 175, € 14, Bollati Boringhieri, Torino 2013

Dal bel libro di Turi si apprende che è stato lungo il cammino della cultura di destra. Lungo quanto la storia iniziata con l’unificazione degli spazi italiani e la nascita di un’Italia che si è trovata a percorrere tre fasi diverse (la liberale, la fascista, la repubblicana), tre fasi che si sono manifestate e si manifestano fortemente separate e nel contempo implacabilmente annodate l’una all’altra. È quindi impossibile, oggi più che mai, comprenderne una senza tenere conto delle altre. La cosiddetta cultura di destra, d’altra parte, non è unica e neppure unitaria. Vi è stato, e oggi si presenta in forma mutata (tanto che ci si può chiedere, con la scomparsa della monarchia e il dissolversi dell’aristocrazia, se esista ancora) il tradizionalismo castocratico e reazionario-elitario. Vi è poi stato, con vette intellettualmente alte, il conservatorismo, spesso liberalnazionale, ma disposto talora (non senza una virata suicida) alla complicità con una terza cultura, o anche incultura, di destra, quella connessa all’intermittente nazionalizzazione populistica – nel significato contemporaneo – delle masse. Quanto alla cultura di sinistra, o di centro (moderata e/o progressista), esse sono sì esistite (nell’Italia liberale e in quella repubblicana), ma risulta uno “stereotipo fuorviante” discorrere di egemonia di tali culture, pur giovatesi di personalità prestigiose così come di una feconda presenza nel mondo della scuola e di pezzi importanti del mondo editoriale e anche giornalistico.

lunedì 10 giugno 2013

“Non sparate agli aquiloni”, la Turchia di ieri vista con gli occhi di un bambino

Gli alberi di Istanbul han gridato per bocca dei turchi, e la bocca dei turchi  ha ricominciato a pretendere ad uno ad uno i diritti negati, elementari quanto la libertà di parola, di stampa, diritti riconosciuti a donne e omosessuali. Una foresta di libertà che il popolo turco ora più che mai vuole con fermezza. 
Feride Çiçekoglu è una scrittrice che ha lottato per la libertà e ha subito il carcere per aver “pensato a voce alta” durante la giunta militare, salita al potere con il colpo di stato nel 1980. Restò in carcere quattro anni e da quella esperienza trasse il suo Non sparate agli aquiloni, divenuto poi anche un film di successo nel suo paese e metafora quanto mai attuale delle tensioni che la Turchia vive oggi. Parlare con lei significa riuscire a tracciare un filo conduttore nel tempo, traendo dal suo libro lo spunto per leggere quanto accade oggi nelle piazze turche ma soprattutto nel cuore della gente comune che quelle piazze riempie.

mercoledì 29 maggio 2013

Muri. Un’altra storia fatta dagli uomini

Insieme al linguaggio e alla cottura del cibo, un terzo elemento può annoverarsi nella storia dell’uomo, come fondante di una civiltà di cui siamo eredi e prosecutori: i muri. All’indomani del passaggio da raccoglitori e cacciatori ad agricoltori, la difesa del territorio andò di pari passo con il suo sfruttamento e la sua antropizzazione.
Muri per difendersi dagli animali, ma ben presto per difendersi da altri esseri umani. Palizzate che si trasformano in muri di fango e pietre, mattoni, sino alle fortificazioni, gli oppida delle città, i masti medievali, le torri e i bastioni; muri che cingono fortezze e casematte, ma anche soltanto cascine o campanili. Muri assediati e muri sorti troppo tardi per subire un assalto, aggirati come la Linea Maginot, e rimasti ad memoriam.
Muri sorti per tener fuori qualcuno, o per dividere dall’esterno chi sta dentro, e le due cose non sono l’uno il contrario dell’altra.

mercoledì 22 maggio 2013

Calore. Avventure nei luoghi più infuocati del mondo


Bill Streever è autore caro alla Edt, per cui Anna Lovisolo ha già tradotto Gelo, pubblicato nel 2010 con la mia redazione. Uscito in questi giorni è invece Calore. Speculare a Gelo, Calore intraprende un viaggio al limite delle alte temperature, attraverso i deserti, i grandi incendi, i congegni termonucleari, i vulcani, gli acceleratori atomici.

Bill Streever è un biologo che vive ad Anchorage, in Alaska, ma è anche uno scrittore appassionato che unisce la propria curiosità a un ludico desiderio di sperimentazione, che innerva di ironia i suoi lavori. Nella speranza che la compagna non lo rimproveri, o raccomandandosi al lettore di non seguire il suo esempio, Streever si mette spesso in condizioni estreme o di pericolo per provare, per sperimentare in prima persona e raccontare. Così, come in Gelo si immerge nelle gelide acque del Circolo Polare Artico sino ai limiti dell’ipotermia, così attraversa in Calore il deserto della Death Valley, dove i forty-niners, i cercatori d’oro, spesso andavano incontro al destino promesso dalla valle. Ipotermia in Gelo, disidratazione in Calore, narrati attraverso le avventure di uomini reali che affrontarono là i ghiacci nelle spedizioni artiche alla ricerca delle frontiere del mondo, qua la fortuna di un Eldorado che spesso conduceva alla morte, o alla solitaria fatica in miniere desolate, incavate nelle profondità della terra.

domenica 19 maggio 2013

"Poveri nella città. Dove vivono e che cosa chiedono a Torino". Presentazione del volume al Salone internazionale del libro di Torino


I poveri sono arrivati alla Crocetta! 
Sembra un bollettino di guerra quello descritto dalle pagine di Poveri nella città, di Roberto Cardaci, Pierluigi Dovis, Paolo Griseri, con un’intervista a Elide Tisi, assessore alle Politiche sociali.  
È la realtà che incombe sempre più pesante su Torino. La Torino della Fiat da troppo tempo ormai in crisi, che trascina con sé l’indotto. La Torino che aveva in quartieri ben definiti la sua topografia sociale, disegnata sul divario ricchezza-povertà, con margini areali comuni ad altre città, vie del centro, stazioni, dormitori per gli uni, quartieri residenziali, precollina, collina per gli altri.

domenica 5 maggio 2013

Internet e l’Io diviso. La consapevolezza di sé nel mondo digitale



“La frase rivelatoria di Marshall McLuhan «il medium è il messaggio» vale anche per Internet. La Rete non è solo uno dei tanti media bensì la loro somma, e il suo impatto sulle nostre vite interiori e oggettive è di conseguenza ben più pressante rispetto a quello dei suoi predecessori”. 

La frase è rivelatoria anche del libro di Ivo Quartiroli, Internet e l’io diviso, appena uscito per Bollati Boringhieri. Un libro che fa riflettere su Internet dal punto di vista spirituale oltreché scientifico, poiché mette in luce l'effetto che Internet ha sulla nostra psiche e il nostro benessere, come influenza il nostro stato d'animo e il nostro spirito.

Nicholas Carr, in Internet ci rende stupidi? Come la rete sta cambiando il nostro cervello (Raffaello Cortina, Milano 2011) ci ha avvertito come un eccessivo uso di Internet sia in grado di mutare certi collegamenti neuronali. Con Il filtro: quello che Internet ci nasconde (Il saggiatore, Milano 2012) Eli Pariser spiega come - attraverso algoritmi di personalizzazione - i motori di ricerca creino attorno a noi recinzioni virtuali, rendendo le nostre ricerche su Internet molto più ristrette e anguste di quanto si possa immaginare. Ancora di recente, su «Proceedings of the National Academy of Sciences» dello scorso aprile, Adam Gazzaley, neurologo della Università di San Francisco ha messo in luce quale grave tributo costi alla memoria il multitasking, ovvero l’abitudine ormai consolidata di fare più attività contemporaneamente, come rispondere a una telefonata, inviando una mail e ascoltando la radio.

domenica 3 febbraio 2013

La coscienza di Istanbul




La coscienza di Istanbul 

Orhan Pamuk e la città viva, specchio dell’uomo e del mondo 

di Carlo L. E. Pallard 



1. Orhan Pamuk: vita e opere 

Orhan Pamuk, senza dubbio l’autore turco meglio conosciuto e apprezzato nel mondo, è uno dei più importanti scrittori contemporanei. 
La vita e l’opera di Pamuk sono legate indissolubilmente ad Istanbul, la città dove è nato il 7 giugno del 1952 e dove ha trascorso gran parte della propria esistenza, osservando il Bosforo dalla vecchia casa di famiglia nel quartiere borghese di Nişantaşı. Il grande attaccamento a tali luoghi, accompagnato da una certa tendenza all’autobiografia, è una spiccata caratteristica di questo autore. 

sabato 26 gennaio 2013

Invito alla lettura de Le Benevole, di Jonathan Littel


Jonathan Littel ha lavorato in molte spedizioni umanitarie, ha visto molti fronti di guerra e conosce bene la storia, la approfondisce in modo che può apparire persino maniacale.
Le benevole è ciò che resta di un lavoro che Littel produsse in più volumi e che tagliò e ritagliò sino a restituire queste 900 pagine alla lettura. Pubblicato in Francia nel 2006 divenne subito un best-seller, tanto che la Gallimrd dovette sospendere la produzione dell’ultimo Harry Potter, in testa alle classifiche, perché la cartiera non riusciva a star dietro alle riedizioni continue e improvvise che si resero necessarie per soddisfare il mercato editoriale. Vinse subito il Grand Prix du roman dell'Académie française e il Prix Goncourt 2006.
In Italia comparve per i tipi di Einaudi nel 2007.


sabato 5 maggio 2012

Invito alla lettura di Il paradiso ritrovato


Quando i cieli erano come chiara d’uovo e la terra il tuorlo, Dio creò Adamo, o – come lo chiamano i cinesi – Tien Hwang. Dopotutto la Mesopotamia era brutta e spoglia, pensava Tse Tan Tai, in una notte di lampi e fulmini del 1914, a Hong Kong: l’Eden non poteva essere che in Cina, e precisamente in un’oasi a forma di mezzaluna nel deserto mongolo, meglio conosciuto come Turkestan cinese.
“In principio, ci fu tutta quella faccenda babilonese – l’albero, il giardino, il serpente – ma non accadde nel modo in cui la raccontarono i babilonesi; c’è voluto un geniale scriba ebreo per sistemare ogni cosa”.


Brook Wilensky-lanford, Il Paradiso ritrovato, Edt, Torino 2012, pp. 328.



venerdì 30 marzo 2012

Invito alla lettura di London Calling



"Mettere in fila i nomi che si incontrano fra queste pagine fa tremare l’idea stessa di ‘controcultura’, poiché vi si ritrova molta della creatività che animerà per ibridazione la cultura ufficiale del Novecento: Dylan Thomas, Francis Bacon, i Situazionisti, il cool jazz, il rock ’n’ roll, Mary Quant, Kingsley Amis, J.G. Ballard, i Rolling Stones, i Beatles, William Burroughs, Jimi Hendrix, i Pink Floyd, Allen Ginsberg, Pete Townshend, Yoko Ono, Derek Jarman, David Hockney, i Clash, i Police, Gilbert & George, Vivienne Westwood, i Sex Pistols, Boy George, Charles Saatchi, Lucian Freud, Damien Hirst e moltissimi altri. Un libro-mondo brulicante di storie e di personaggi, il ritratto più preciso e divertente mai scritto sull’avventura gloriosa e infame di un’epoca oggi entrata nella leggenda".

Barry Miles, London Calling, Edt, Torino 2012, pp. 544, 23 euro.


venerdì 16 settembre 2011

Invito alla lettura di Le strade dell'uomo

Ogni strada racconta una storia di lotta: per il profitto, per la vittoria in battaglia, per la scoperta e l'avventura, per la sopravvivenza e lo sviluppo, o semplicemente per la vita.

“Se hai bisogno di un mercato, hai bisogno di una strada”. Le strade uniscono i popoli ma anche li dividono: attraverso la  stessa strada su cui transitano medicine possono essere trasmesse malattie; da dove provengono aiuti penetrano eserciti invasori. Ted Conover, giornalista e scrittore, compie sei viaggi alla ricerca dei diversi significati che la strada riveste per l’uomo: in Perù, in Africa orientale, in Cina, in Nigeria, sull’Himalaya e in Cisgiordania. Dalle tortuose strade andine alle piste polverose africane attraverso cui ha preso a diffondersi l’AIDS; dall’entusiasmo cinese per le gite organizzate al chaddar himalayano, che per pochi mesi l’anno collega lo Shangri-la, in India, al resto del mondo; dai checkpoint israeliani agli interventi in ambulanza nelle strade di Lagos, Ted Conover racconta l’”invenzione che ha cambiato le sorti dell’umanità”.

Ted Conover, Le strade dell'uomo, Edt, Torino 2011.

sabato 16 luglio 2011

Invito alla lettura di Terra Ribelle


“Non abbiamo minoranze in Turchia” dice il governatore distrettuale di Muş. Ma attorno a lui curdi e armeni, turchi e aleviti si contendono un retaggio di atrocità e silenzi. Christopher de Bellaigue si avventura nel Sud-est per raccontare una Turchia fondata sugli opposti: asiatica ed europea, islamica e laica, cosmopolita e nazionalista. Varto e la provincia di Muş rappresentano un Oriente in cui la “storia moderna non è arrivata”. Qui sono le storie di famiglia o le faide tra clan a raccontare un cammino di sangue, che va dalla brutale eliminazione degli armeni del 1915 alla rivolta di Sheikh Sait del 1925 contro la repubblica appena fondata da Atatürk, fino all’odierno conflitto tra l’esercito turco e il pkk.Terra ribelle è un libro pervaso da un’atmosfera di sospetto, solitudine, rabbia e colpa. In una Turchia che chiude i suoi archivi storici e nega le proprie responsabilità, nessuno cede terreno e come tutti, anche “i vartolu usano il passato per assolvere i loro antenati e impiccare i loro nemici”.


Christopher de Bellaigue, Terra Ribelle, Edt, Torino 2011

lunedì 17 gennaio 2011

Invito alla lettura di Diario d'acqua


Nel 1996 Roger Deakin concepisce l’idea di percorrere l’Inghilterra a nuoto. Riappropriarsi della propria terra attraverso le sue acque è un’esplorazione affascinante, che ridisegna gli spazi. Il risultato di questa avventura è Waterlog, un appassionante racconto della vita sui fiumi, di piscine naturali e di laghi alpini, cascate cristalline o segrete, del gorgo in cui Orwell rischiò di annegare, delle polle e gli acquedotti che innervano l’isola. Ma è anche la scoperta di un popolo legato alle proprie acque e al “nuoto tribale” come espressione genuina e gioiosa di una seconda natura umana. Nuotando ovunque un tratto d’acqua lo conceda, Deakin scopre che gli inglesi sono gente di fiume, che organizza anse e spiagge, tratti di torrente in innumerevoli club di pesca e nuoto, rivendicando antichi diritti di libero accesso alle acque. Perché la terra si può recintare, ma l’acqua è di tutti.

Roger Deakin, Diario d'acqua, Edt, Torino 2011, pp. 408.