mercoledì 19 febbraio 2014

Quando la città soffre


La città impoverisce. Il progetto Quando la città soffre indaga l'eterogeneo mondo della povertà urbana odierna, la sofferenza e il disagio. 

La città non somiglia più a quella percorsa dal flâneur baudelairiano, ma sempre più a quella degli emarginati di Dickens. Con la differenza che industria e mercati del passato erano pressoché agli albori, e a fianco alla povertà il “progresso” inaugurava un culto senza ateismo.
Il regresso economico alla quale buona parte del pianeta è sottoposto invece di creare ricchezza e povertà, impoverisce solamente. Se ne accorgono le grandi città, come Torino, in cui secondo dati della Caritas del 2011, ormai superati, i nuovi poveri erano allora già 100.000, pari cioè al 10% della popolazione.
La condizione si è inasprita e ai margini viene spinto chi ancora non riesce a rientrare però neanche nell’immaginario comune del “povero”. Non è il clochard dell’angolo che si saluta per sentirsi solidali allungando una moneta svogliatamente. Non è neanche il ragazzo con cane e capelli arruffati. È la classe media che stenta a corrobarare algebricamente la sua medietà scivolando spesso verso lo zero assoluto quando non ancora più facilmente verso debiti insoluti. E verso la disperazione e la strada.
La strada non è più frequentata solo da chi un posto nell’immaginario collettivo l’ha sempre avuto, in strada finisce sempre più spesso gente che la strada non la conosce, e che non sa come reagire alla povertà, né psicologicamente, né tanto meno materialmente.
Quando la città soffre è un progetto che questo vuole indagare, un’indagine antropologica e sociale volta a riavvicinare al centro i margini. E non, appunto, il margine, ma la composita massa ormai del tutto eterogenea che compone la nuova povertà urbana. Le tante diverse storie che hanno condotto donne e uomini a chiedere aiuto a enti e a centri di assistenza, alla Caritas. Gente senza ormai lavoro né casa.
Quando la città soffre è un documentario che vuole condurre attraverso la sofferenza e il disagio di chi non ha più nulla.
“Lo studio prevede una parte scritta e una parte di documentario video che racconti con rispetto e profonda empatia la quotidianità delle persone che vivono l'esperienza della precarietà, dell’emarginazione e della strada” si legge sul progetto.
È in corso il crowdfunding per poter concludere la fae di post-produzione del documentario al quale si può aderire attraverso il sito di Produzioni dal Basso 
“La finalità ultima del progetto consiste nel fornire uno strumento capace di generare nuove forme di riflessione e animare nuove modalità di intervento per i poveri”.


Il 20% dei fondi raccolti con il crowdfunding verrà devoluto all'associazione Clochard alla riscossa per il loro progetto “Un sacco di vita”, che ha lo scopo di acquistare sacchi a pelo per le persone in strada e consegnarli direttamente a loro. Perché non muoiano, per il freddo e l’ipotermia del dormire in strada.

Quando la città soffre http://quandolacittasoffredoc.wordpress.com/
Produzioni dal Basso http://www.produzionidalbasso.com/pdb_3167.html

Massimo Bonato 19.02.14

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.